Tutti al mare… O quasi. Tra chi resta a casa o è già tornato, chi ha scelto l’estero, c’è anche chi – e sono molti tra italiani e stranieri – ha scelto di trascorrere il Ferragosto sulle spiagge italiane. Secondo l’indice di attrattività e riconoscibilità stilato dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, è l’intramontabile Rimini in testa alla classifica dei lidi del Belpaese, seguita da Positano e Porto Cervo. L’indice, che ha preso in considerazione alcune delle spiagge italiane più rinomate, è stato stilato combinando più variabili, la ricerca su internet attraverso i motori di ricerca, le imprese dell’accoglienza e della ristorazione, le discoteche presenti sul territorio e i valori medi degli immobili residenziali. Dopo Rimini, l’indice segnala Positano, Porto Cervo, Taormina e Amalfi. Quindi ci sono la Toscana con Orbetello e il promontorio dell’Argentario, quindi torna la Romagna con Riccione, e la Puglia con la rinomata baia di Gallipoli. Tra le prime dieci posizioni è presente il lago con Sirmione.  E se consideriamo solo alcuni paramenti come la riconoscibilità, il valore degli immobili e delle locazioni, la situazione cambia: la Top 5 delle intramontabili spiagge d’élite della costa italiana è composta da Portofino, Amalfi, Forte dei Marmi, Porto Cervo e Sirmione.

Per chi si metterà in viaggio verso il mare, la montagna o le città d’arte, complessivamente 4,7 milioni di lombardi, il giro d’affari ammonta a circa 2,3 miliardi di Euro, con una spesa media a famiglia di 1.128 Euro, un budget inferiore rispetto allo scorso anno, allineato alle famiglie che non partiranno (49%). Tra gli accorgimenti adottati per risparmiare, si scelgono vacanze più brevi (12%), prediligendo soluzioni di alloggio più economiche (10%), oppure rimandando le ferie nei periodi di bassa stagione (7%). Tra le famiglie lombarde a basso reddito solo il 36% va in vacanza (con una spesa media di circa 823 Euro), le famiglie con un reddito alto partono di più della “classe media” e scelgono soggiorni in bassa stagione (13%). Tra i giovani solo 1 su 3 rinuncia alle ferie, e il budget è di circa 900 euro.

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