“Domenico Maurantonio era tenuto per le gambe”. Lo sostiene la perizia di parte dell’avvocato della famiglia del giovane studente morto nel maggio dell’anno scorso cadendo dal quinto piano dell’albergo milanese dove era in gita con la scuola per una visita a Expo. La deduzione del legale si basa su un’impronta (che era già stata individuata e isolata dagli uomini della Squadra Mobile). Si tratta di un’imporonta della mano destra lasciata dal ragazzo sui muri esterni dell’hotel Leonardo Da Vinci e proverebbe la presenza sulla scena di altre persone, probabilmente compagni di classe di Domenico. La presa sarebbe venuta a mancare e lo studente è precipitato. Insomma qualcuno saprebbe la verità sulla morte di Domenico ma non ha mai parlato. Un clima di “omertà” contro il quale i genitori dello studente hanno puntato il dito fin dai primi giorni dopo la tragedia.

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