Era schiava del racket brasiliano Veronia Crosati, la prostituta di 45 anni originaria proprio del Brasile ma cittadina italiana, uccisa nella sua abitazione di via Salvioni 6 a Milano. La donna è stata trovata senza vita lunedì ma il delitto risale a diversi giorni prima. A dare l'allarme erano stati i vicini, preoccupati per il cattivo odore che filtrava dall'appartamento della Crosati. La donna, che gestiva la sua clientela attraverso un profilo aperto su un sito web, era stata contattata dall'associazione Segnavia dei Padri Somaschi, un gruppo che si occupa di aiutare le vittime della prostituzione. Secondo i responsabili dell'associazione da tempo ormai almeno della metà delle prostitute che lavorano in casa, a Milano, sono sfruttate dalla rete dei brasiliani, che hanno progressivamente tolto le donne dalla strada a causa dei controlli delle forze dell'ordine. Secondo le prime ipotesi investigative Veronica Crosati potrebbe essere stata uccisa da un cliente. Ma non si può escludere che un suo tentativo di uscire dal giogo del racket le sia costato la vita.
(foto: Emmeviphoto)