RECENSIONI

14-10-2011 15:50
Mastodon-The Hunter
Mastodon – The Hunter
Particolari come i Mastodon ce n’è davvero pochi in giro. La band statunitense si è fatta conoscere e riconoscere dal grande pubblico un pò ovunque, soprattutto da quando è uscito l’innovativo Leviathan (2004) e ha dimostrato, durante l’intensa carriera in studio e dal vivo, una forte dedizione alla commistione di generi. Parliamo di prog? Non solo, anche se di cambi di tempo pur sempre si tratta, solo proiettati all’interno di uno sludge metal di grande tono, vicino se vogliamo a band come Down e, in parte, Neurosis. Con The Hunter, i Mastodon confermano ancora una volta il proprio carattere, la personalità che li contraddistingue dalla massa. Già con l’accoppiata di apertura, il livello si staglia sopra la media e ci allieta scoprire la riconferma del sound super-fuzzy e dello screaming di un tempo. Si avverte a dire il vero una certa tendenza al riordino e ad una maggiore linearità compositiva. Le melodie acide di “Black Tongue” precedono di poco l’azzeccato chorus di “Curl of the Burl”, semplice quanto ben congeniato. Non stupiscono le alternanze tra voci pulite e screaming, né tanto meno gli echi parossistici della prolifica Devin Townsend band, evidenti in più di un’occasione e culminanti nell’ottima “Stargasm”, gran bella traccia ricca di malinconia, di echi dilatati ed esempio di come l’evoluzione di un progetto si concretizzi spesso non tanto nel superare sé stessi, quanto nello scoprire il proprio punto a derivata zero. Un equilibrio che si traduce talvolta con l’ammorbidire le classiche colate sonore a favore di una migliore fruibilità dei ritornelli e di riff più pacati ma dotati di maggiore pulizia. “All the Heavy Lifting” esemplifica questa linea di pensiero e ci offre dei Mastodon adulti, alla ricerca del punto di incontro-scontro tra struttura, aggressività metal e voglia di sperimentazione progressive. Ma c’è un “però”, anche questa volta. Oltrepassata la metà del disco si avverte infatti più di un segno di stanca e ciò a causa sia di una certa ripetitività nelle scelte di produzione, sia dell’eccessivo numero di brani proposti. E’ un genere questo, che nel caso dei Mastodon, rende al meglio se privato di distrazioni e di tentazioni psichedeliche, concentrato invece su sé stesso nel mostrare tratti anche relativamente più docili ma sempre all’interno di un’aggressività di fondo che non deve mai mancare. Così la cattivissima “Spectrelight”, avvicinandosi alla cupa rabbia dei Celtic Frost del profondo Monotheist (2006), riesce ad evidenziare tutto questo con grande forza e diventa forse la vera hit dell’intero lavoro. Buona salute quindi per la band di Atlanta. Check it out.
Danilo “2112” Vulpio
01. Black Tongue
02. Curl of the Burl
03. Blasteroid
04. Stargasm
05. Octopus Has No Friends
06. All the Heavy Lifting
07. The Hunter
08. Dry Bone Valley
09. Thickening
10. Creature Lives
11. Spectrelight (feat. Scott Kelly)
12. Bedazzled Fingernails
13. The Sparrow


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