Scala, nuova linfa dai privati (VIDEO)

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Foto: Radio Lombardia

Sui trasferimenti del prossimo governo sulla cultura “io sto già chiedendo garanzie”. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala, a margine della presentazione dell’ingresso di Allianz fra i fondatori permanenti della Fondazione Teatro alla Scala, interpellato riguardo a un suo eventuale timore che le “promesse” dei partiti in campagna elettorale su molti temi incidano poi sui fondi per la cultura. “Attualmente – ha detto Sala – i contributi pubblici per la Scala sono di 41 milioni, fra Comune, Regione e ministero, ed è un livello sotto il quale e’ difficile andare. Anche perché Pereira in questi anni ha aumentato il numero delle rappresentazioni e le alzate di sipario e cosi’ la macchina costa di più'”. Al governo, ha spiegato Sala, “noi chiediamo di considerare la specificità’ della Scala. Chiediamo fondi ma che si pensi al contributo della Scala alla reputazione del Paese. La Scala può fare ancora di più da ambasciatore del Paese, noi offriamo questa capacita’, e credo sia giusto che quando la stagione lo permette la Scala si muova nel mondo a sostegno della promozione italiana, tanto più che finora ha avuto ritorni straordinari. E’ importante che la Scala sia considerata dal governo un elemento di forza”, ha detto Sala.

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“Un nuovo governo? Se ci sara’… C’e anche la possibilità che l’attuale ministro ai Beni culturali prosegua nel suo lavoro, cercando una prima sintesi di quello che e’ stato”. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala, alla presentazione dell’ingresso di Allianz fra i fondatori permanenti della Fondazione Teatro alla Scala, interpellato riguardo alle sue aspettative da parte del nuovo governo in tema di sostegno alla cultura. “Come tutti noi notiamo – ha poi spiegato a margine della conferenza stampa al teatro alla Scala – se i sondaggi sono veri ad oggi non c’e’ nessuna possibilità di formare nessun governo. Allora, e’ naturale che qualcuno vada avanti. Non mi sto augurando nulla. Anzi, se mi devo augurare qualcosa, e’ che si possa immaginare di tornare a votare ma non con questa legge elettorale. Sarebbe veramente inconcepibile ridire agli italiani che fra sei mesi si torna a votare con lo stesso sistema”.

 

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