C’era una volta la moderazione.

Ecco, c’era. Oggi non c’è.

Non sono affatto moderato. Il caso è quello del sindaco di Milano che alza il pugno chiuso, sorridendo. Salvini e altri lo hanno attaccato, mettendo addirittura in relazione il suo pugno chiuso, decisamente e assolutamente ironico, con le scritte fasciste e altre intemperanze di estrema destra. Iniziamo a dire che più gli si dà fiato, a certi imbecilli, più li si mette in evidenza, che è esattamente quello che vogliono. Continuare ad agitare lo spettro del fascismo non fa altro che aiutare il fascismo. Ridicolizzare il fascismo invece potrebbe servire. Ma vabbè, torniamo al pugno chiuso. Il problema non è Beppe Sala. Perché per dare del comunista a Beppe Sala ci vuole davvero fegato. Ma come, lo stesso Sala che non era abbastanza di sinistra, in campagna elettorale? Il manager, quello moderato? Quello che dicevano che stava con la destra? Non scherziamo, il pugno chiuso di Sala è una goliardata, per alcuni divertente per altri no. Una cavolata. Il problema è quello di fianco a Sala, quello che ha indotto Sala a stringere il pugno. Quello di fianco a Sala, in quella foto, è Carlo Monguzzi. Uno che, viste le polemiche che si sono scatenate, ha scritto su facebook: “Sabato ho fatto una foto col sindaco, io come sempre col pugno chiuso, il sindaco ( che non e’ mai stato comunista in vita sua) per simpatia verso di me e con molta ironia e sorriso ha chiuso il pugno anche lui”. E poi conclude: “W il piacere di essere persone intelligenti e perbene quali il sindaco e io siamo”. Sul fatto che sia una persona perbene, Monguzzi, ci fidiamo sulla parola. Sul comunismo, per lui riprendiamo i “comunisti col rolex” di Fedez e possiamo dire “comunisti col pile”, suo indumento preferito, piccolo saio francescano per un politico che, nella sua carriera, ha fatto di tutto. Consigliere regionale ieri, consigliere comunale oggi, con vitalizio da 4522 euro ogni mese. Comunisti con il vitalizio. E pure con una lauta buonuscita, considerato che quando ha lasciato il Pirellone l’ex verde ha portato a casa 388mila euro. Comunisti con la buonuscita. Tutti soldi regolari, dovuti, diritti acquisiti. Ma Monguzzi ci risparmi il pugno chiuso. Perché il pile, indumento orrido, non copre proprio tutto, eh.

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