Prima di rimanere travolti dall’insolito destino del successo in accoppiata che i fan continuano a tributare alla clip di «Volare», pure dall’azzurro mare di agosto, Fabio Rovazzi e Gianni Morandi si erano ritrovati sul set allestito presso il casello A58-TEEM di Vizzolo Predabissi a cantare in play-back fra ologrammi di code vacanziere e modelli computerizzati di aerei. L’attesissimo backstage di «Volare», prodotto in esclusiva da Tangenziale Esterna SpA e svela, a partire dall’utilizzo di tricicli con camera-car incorporata, i trucchi cinematografici cui ha fatto ricorso la troupe per girare le scene on-the-road del tormentone da 100 milioni di view.

Il video non solo proietta gli appassionati dentro il dietro-le-quinte del patto artistico-generazionale siglato dal talento emergente di Lambrate e dal mostro sacro di Monghidoro lungo l’arteria privata a servizio di A58-TEEM solitamente percorsa dai casellanti per recarsi al lavoro ma rivela anche agli aficionados la costruzione degli effetti speciali che hanno favorito la popolarità della clip.

Perché è assolutamente virtuale il velivolo che, nei frame stradali, si scorge dietro gli automobilisti in fila durante una partenza di massa e che, nella prima parte dell’official video, aveva trasportato Fabio e Gianni, alla coche con tanto di divisa e cappello da pilota, sino al ritornello «Allacciate le cinture che stiamo per atterrare. Non abbiamo alternative. Atterriamo in Tangenziale».

Un fantasmagorico trucco ha consentito, infatti, di sovrapporre, in fase di montaggio, la sagoma computerizzata di un aereo sull’immagine reale del gigantesco telo verde che, per l’intera durata delle riprese, ha schermato la rotonda adiacente l’uscita A58-TEEM di Vizzolo Predabissi mettendo al riparo da sguardi indiscreti sia la strana coppia sia i componenti della troupe.

Sempre frutto di un effetto speciale ottenuto, come spiega lo stesso Rovazzi all’inizio del backstage, alternando i diversi piani di sequenza assicurati dagli operatori in sella a tricicli elettrici dotati di camera-car, è la lunghezza chilometrica dell’incolonnamento che il rapper, in felpa d’ordinanza, risale a piedi per tentare, invano, di raggiungere la sua Barboncina color pesca in compagnia di Morandi.

Nel parcheggio di A58-TEEM messo a disposizione dalla Concessionaria per la scena dell’inseguimento al settantaduenne Morandi e al cane conteso in cui si esibisce il ventitreenne «non cantante» erano state, del resto, posteggiate non più di 20 auto invece dei 500 mezzi che, grazie alla scansione digitalizzata delle immagini, quanti guardano l’official video sembrano scorgere in coda.

Non da ologrammi ma da protagonisti e comparse in carne e ossa risultano, al contrario, caratterizzati i focus sui vacanzieri che immortalano prima una Ferrari con al volante il comico Frank Matano, poi una Harley Davidson con in sella il culturista William The Biker e infine una Citroën 2CV guidata dal Gianni Nazionale con in braccio la Barboncina decisa ad abbandonare Rovazzi.

 

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