C’era una volta un Paese dove le si sparava grosse. E a volte si sparava proprio. Tutti scandalizzati, per l’emendamento che lascia molta più discrezionalità ai giudici in caso di legittima difesa. Oppure tutti gaudenti, perché pure la sicurezza è proprio una questione di politica. Ora, non è per buttarla in tribuna, ma io faccio una analisi semplice semplice. Oggi nessuno tiene più in casa soldi se non nel portafoglio. Le carte di credito e i bancomat hanno spazzato via quella usanza anni 70 di tenersi le trecentomila lire dentro il cassetto per le spese della settimana. Quindi, i ladri non possono rubare, se va bene, che un centinaio di euro o poco più. Abbiamo tutti televisori con tanti pollici che non si riesce neppure a trasportarli. Rubare le auto? Macché: con il gps ti rintracciano. Alla fine tutto si riduce a fregarsi via la Playstation e forse un portatile, che ha un valore economico sempre minimo, salvo rari casi. I rischi, al contrario, sono assolutamente alti: a volte buscano le botte a prendere la casa sbagliata, e ce ne sono pure di quelli che cascano e si rompono la schiena. Questo per dire che chi va a rubare in casa, dei rischi se ne infischia. Sa che è un lavoro che rende poco e dove si rischia. Quello che sanno, però, è che non rischiano in Tribunale. Condanne sempre lievi, attenuanti e tutto il resto. Allora, mi chiedo io: per avere un vero deterrente, più che le armi – contro le quali non ho nulla se uno le usa per difendersi in modo competente – ecco, più che le armi, non sarebbe meglio fare una riforma della Giustizia che ormai è là che giace da qualche parte da anni? Fatta quella, decideremo se ci piace giocare a guardie e ladri. Ma prima facciamo quella, che è l’unica cosa davvero utile.

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