Processo agli animalisti che liberarono topi e un coniglio. “Lo rifaremmo”

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Presidio, ieri, davanti al Tribunale di Milano mentre andava in scena la prima udienza del processo contro gli animalisti che avevano occupato lo stabulario di Farmacologia della Statale di Milano, liberando 400 topi e un coniglio. Gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill fecero il blitz il 20 aprile 2013. “Quel giorno, grazie a filmati, foto e alla scoperta di documenti inerenti agli esperimenti condotti – spiega il gruppo in una nota – quel luogo anonimo e invalicabile fu mostrato per ciò che era, ovvero un centro di detenzione e tortura per centinaia di animali. In seguito a una strenua trattativa durata 10 ore con le forze dell’ordine e con i responsabili dell’Università, i cinque attivisti riuscirono a portare in salvo 400 topi e un coniglio”. Dichiara un portavoce del Coordinamento: “Il presidio di supporto di questa mattina (ieri, n.d.r.) è stato molto partecipato e ha visto la presenza di diverse associazioni antispeciste e animaliste e di persone che ci hanno riconfermato quanto l’azione da noi svolta quel giorno sia stata importante e significativa. All’udienza l’Università degli Studi di Milano e il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) si sono costituiti parte civile con l’intenzione di richiedere il risarcimento dei danni che ci imputano. Affrontare questa causa legale così impegnativa e seria significa per noi avere l’opportunità di continuare ad abbattere il muro di silenzio dietro a cui si nascondono i laboratori di vivisezione animale”.
Il processo è stato rimandato al 30 ottobre 2017. “Questo darà tempo e modo al movimento di dare maggiore forza alla campagna di sensibilizzazione e informazione in merito alla sperimentazione animale e di ottenere maggiore supporto – conclude la nota – non solo per gli attivisti coivolti, ma soprattutto per la battaglia contro questa pratica inaccettabile che una parte del mondo scientifico continua a difendere”.

Il video realizzato dal Coordinamento Fermare Green Hill

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