Ogni giorno 1.000 bambini muoiono per malattie come diarrea, dissenteria e colera legate ad acqua sporca e a condizioni igieniche non adeguate. È inaccettabile!”.  A dirlo è Simone Garroni, Direttore di Azione contro la Fame Italia, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua che ricorre il 22 marzo. “Questa Giornata deve servire per sensibilizzare i governi e gli organismi internazionali a lavorare per raggiungere l’Obiettivo n°6 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (SDG), relativo all’acqua e alle condizioni igienico-sanitarie”

Circa 1.8 miliardi di persone bevono acque non sicure e 2.4 miliardi non hanno accesso a servizi igienici adeguati, con le conseguenti problematiche sanitarie che ne derivano. Questo provoca ogni giorno la morte di 1.000 bambini sotto i 5 anni.

Le malattie legate all’acqua sporca sono una causa primaria della malnutrizione acuta grave.

Per questo motivo, il 22 marzo i volontari di Azione contro la Fame saranno nelle strade di Milano a sensibilizzare il pubblico sul problema dell’accesso all’acqua potabile nel mondo.

Tutti i giorni gli operatori umanitari di Azione contro la Fame vivono il paradosso di sperimentare l’efficacia di questi programmi e allo stesso tempo vedere come ancora moltissimo debba essere fatto per garantire a tutti l’accesso all’acqua pulita e a condizioni igienico-sanitarie adeguate.

“L’acqua e la vita devono essere un diritto di tutti” prosegue il direttore di Azione contro la Fame, Simone Garroni. “Ottenere entro il 2030 l’accesso universale ed equo all’acqua potabile è un traguardo ambizioso: questa giornata serve a ricordarcelo e a impegnarci per raggiungerlo.”

 

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