Palme in Duomo, indagini e polemiche

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Le palme bruciacchiate. Foto di Paola Farina/Radio Lombardia

Mentre prosegue la ricerca del vandalo che ha appiccato il fuoco alle palme di piazza Duomo, non accennano a placarsi le polemiche sulla nuova sistemazione provvisoria dell’aiuola davanti alla cattedrale. Il consigliere comunale di Milano in Comune Basilio Rizzo afferma che “la sponsorizzazione di Starbucks per le aiuole di palme e banani vale circa 220 mila euro, una cifra non congrua alla pubblicità ricevuta. Questa pubblicità fatta all’azienda vale molto di più”. Rizzo poi ha rivendicato il diritto del Consiglio Comunale a poter decidere su “quello che viene fatto nella piazza principale della città, magari anche con una clausola che prevede che, se ai cittadini non piace un progetto, si può pensare di cambiarlo”. Il bando in questione dura tre anni. Intanto alle indagini sull’incendio si lavora incrociando la testimonianza di una donna che ha cercato di fermare un giovane italiano ed elegante mentre appiccava il fuoco con le immagini delle tante telecamere di videosorveglianza puntate sulla piazza. Ma si è riaperta anche la questione sicurezza. Come è possibile che nella piazza principale di Milano si possa appiccare un incendio senza che intervenga nessuno?

Nella polemica si inserisce anche Stefano Parisi, ex candidato sindaco per il centrodestra a Milano e fondatore del movimento “Energie per l’Italia”. “È molto grave che il centrodestra a Palazzo Marino – afferma – sia venuto in aula con delle banane e che abbia dato un significato etnico”. “Il centrodestra si è presentato a una politicizzazione ridicola della cosa – ha aggiunto – poi certo le palme sono brutte ma io chiedo al centrodestra che si torni a parlare dei temi che abbiamo lanciato in campagna elettorale; del futuro di Milano, degli investimenti, della crescita”.

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